LUTTO

Nello Manduca, il commosso addio all'amico degli emigranti d'Italia

Mercoledì scorso a Pinerolo i funerali dell'ex politico che era diventato punto di riferimento per chiunque arrivasse in Piemonte dal sud. Fu lui a volere la nascita dello Studio Medico Pinerolese e scrisse anche alcuni libri di successo

PINEROLO. Arrivederci, Nello.

Mercoledì 9 agosto, nella chiesa dei Santi Michele e Lorenzo del quartiere Tabona, la città di Pinerolo ha detto addio a Nello Manduca: per decenni apprezzato esponente della politica locale, amministratore scrupoloso sempre attento ai problemi degli indifesi anche quando si trattava di chi non la pensava come lui; scrittore amato da molti; marito premuroso, padre capace di assoluta dedizione, nonno insostituibile.

Nello era nato nel 1932 a Monterosso Calabro (Vibo Valentia): non aveva mai dimenticato la sua terra, dove tornava spesso, e a cui aveva dedicato il bellissimo romanzo “Arsura”. Giunto nel pinerolese negli anni ’50 diventò un solido punto di riferimento per chiunque arrivasse in Piemonte dal Sud. Andava alla stazione ad attendere gli emigranti per aiutarli a vivere il meglio possibile l’impatto con una realtà tanto diversa da quella che avevano lasciato. Erano tempi diversi: in cui la politica, a destra come a sinistra, si proiettava nel concreto, spingendosi oltre le parole per garantire casa e lavoro quando era possibile.

Punta di diamante della Democrazia Cristiana, nonché segretario della sezione locale, testimone importante di molti avvenimenti che hanno coinvolto la nostra zona, Nello è stato per più legislazioni assessore, distinguendosi per lealtà e correttezza.

Gli dobbiamo iniziative preziose come la nascita dello Studio Medico Pinerolese. E momenti culturali indimenticabili: la giostra degli Acaja prima e in seguito la rassegna della Maschera di Ferro, che puntualmente in autunno reca a Pinerolo gioiosa animazione. Al mistero del prigioniero mascherato, Nello Manduca aveva dedicato lunghi studi anche sul suolo francese, nonché uno stupendo libro: ”Ferro e Velluto”.

Aveva deliziato i suoi lettori anche con l’avvincente “Gente così”, che narra con brio e sincerità vent’anni di politica pinerolese, vicende popolate da spigliati “uomini di mondo”, arricchite da gustosi retroscena e azzeccate previsioni.

Era un uomo intelligente, educato, capace di fresca ironia pulita, pronto ad affrontare con grande coraggio la malattia. Sicuramente in Paradiso ha ritrovato tanti amici: Mauro, Tullio, Romana, Franca…. E molti altri con cui ha ripreso a scherzare.

“Nella pace e nella tenerezza di Dio, sii felice”.

EDI MORINI

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