IL CASO

La Cei: "Sui migranti giusto raccontare le storie di buona integrazione"

Monsignor Galantino: "In città come Torino e in tutto il Piemonte tante iniziative di successo. Basta con i titoli canaglia"

ROMA. Il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, punta il dito contro una certa informazione che non racconta nel modo giusto la vicenda dei migranti.

Galantino ne ha parlato nella conferenza stampa di presentazione delle iniziative della Chiesa Italiana in preparazione della Giornata Mondiale del Migrante (domenica prossima) : "A chi giova - si è chiesto - demonizzare con lo stigma della delinquenza e del puro interesse tutte le realtà impegnate nel campo dell'accoglienza? A che serve appiccicare su tanti giovani, uomini e donne che compiono con professionalità questo lavoro la stessa etichetta di alcune famigerate esperienze, per fortuna scoperte e condannate?".

Secondo Galantino, si dovrebbero raccontare invece "le oltre 500 storie di accoglienza famigliare nate nelle nostre parrocchie". Iniziative come il progetto "Una famiglia per una famiglia", "Rifugiato a casa mia", o il "Rifugio diffuso" che coinvolge un centinaio di famiglie in città come Torino, Parma, Milano. "Ci dicono - ha affermato il presule - come questa strada non solo sia percorribile per gli adulti ma anche per i minori, favorendo una individuale storia educativa e sociale. Questa non è fantascienza! Vi sono famiglie disponibili ad accogliere, l'ho appreso seguendo la rassegna stampa di Prima pagina il 6 gennaio scorso: sono intervenute due famiglie, una di Trieste e una del Piemonte, che, pur pronte ad accogliere in casa non hanno trovato interlocutori per dar seguito a questa loro offerta di disponibilità".

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