IL DRAMMA

L'ultima lettera di Michele: "Mentre piango nessuno che mi dica di volermi"

Nelle lettere del ragazzo suicida qualche giorno fa, la disperazione per una vita che non riusciva ad accettare. I problemi "per colpa di un vaccino" e l'accusa della madre: "Vittima dei bulli"

TORINO. Qualche giorno fa abbiamo dato la triste notizia del ragazzo di Rivoli, che si è buttato dal Ponte Nuovo di Alpignano.

Lui era Michele Ruffino, sognava di diventare un pasticcere e da 4 anni studiava al Colombatto. La mamma Maria Catambrone Raso dice che si è ucciso perché voleva amici della sua età e riceveva solo porte in faccia e prese in giro.

Sono tante le lettere trovate sul suo pc e la mamma ha raccontato tutto ai carabinieri. Secondo Maria, il figlio è vittima dei bulli, sono loro che glielo hanno ammazzato. Anche durante i funerali, denuncia Maria, uno di quei ragazzi ha guardato la foto di suo figlio e ha detto che da vivo era molto più brutto.

Michele aveva dei problemi alle braccia e alle gambe, si era ammalato per "colpa di un vaccino".

Ora sono in corso degli accertamenti dei carabinieri, sul pc e sul cellulare del ragazzo. Tra i tanti scritti di Michele anche questo: "Ti scrivo questa lettera, la mia ultima lettera. Sì hai capito bene, perché non credo di riuscirci più. Ho intenzione di mollare. Questo ragazzo nero (scrive di sé in terza persona, ndr) piange davanti allo specchio e non trova nessuno dietro di sé che gli dica: ehi oggi sei maledettamente bello".

Le parole possono aiutare o denigrare. Storie di questi giorni, dei social, di una società sempre più indifferente e complicata nella quale l'apparire risulta più importante dell'essere.

FEDERICA FULCO

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