Il Rapporto Rota: Torino è una città sempre più in crisi

La sindaca Appendino
Lo studio del Centro Einaudi mette impietosamente in luce una situazione di crescente declino. La città è al secondo posto tra quelle con più imprese che chiudono mentre sempre meno nuove attività aprono. E in un contesto vecchio, i giovani non trovano lavoro

TORINO. Il rapporto Rota sulle città italiane si è concentrato quest'anno sull’approfondimento rispetto allo stato di salute del tessuto economico torinese, alla capacità delle imprese di produrre, creare lavoro e reddito, ma anche di esportare, innovare, dare vita a start up. La seconda parte dello studio si è occupato della capacità di tenuta del tessuto sociale, in particolare delle disuguaglianze e della capacità di risposta del welfare a bisogni di base, come la casa o la salute. Un nuovo corredo di mappe ha illustrato illustra le differenze socioeconomiche tra le varie zone di Torino e dei comuni della cintura. QUi il link: http://www.rapporto-rota.it/

Che cosa emerge? Prima di tutto che Torino, nella classifica che censisce il valore aggiunto prodotto dalle città metropolitane del Centro Nord, arriva penultima. Un segnale chiaro. Ma poi c'è il posizionamento al secondo posto nella classifica per saldo negativo tra imprese nate e imprese chiuse, altro messaggio inequivocabile; poi anche il cosiddetto paradosso giovanile ovvero la situazione di una delle città "più vecchie e invecchiate del pianeta, che fatica a dare lavoro ai giovani, tra i più disoccupati in Europa".

Può bastare? C'è anche un aspetto curioso, da approfondire, un altro caso isolato, quello che vede il comune di Torino in posizioni di rincalzo rispetto ai comuni della cintura (quelli collinari in primis) per quando riguarda il reddito. 

Lo studio del centro Einaudi arriva in un momento di polemiche politiche. La sindaca Appendino ha scaricato il peso della responsabilità degli insuccessi sul predecessore Fassino, ma il declino intanto viene documentato e non si ferma. Ciò che preoccupa, secondo gli analisti, è anche il fatto che questo andazzo inarrestabile verso un arretramento di posizioni non venga percepito dalla comunità, annebbiata da alcuni fenomeni di segno positivo come il trend del turismo in città.

Non è chiaro se questi segnali porteranno effettivamente a nuovi risultati positivi. L'importante è mettersi a tavolino e ragionare serenamente ma lucidamente su cosa si può fare per invertire la rotta (ma questo vale anche a livello nazionale...). 
 

GIULIO VERDE

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