LA NOVITÀ

Regione e Comune stilano il piano della nuova Asl Città di Torino

Tra le novità l’unificazione della sanità penitenziaria in una sola struttura complessa. E poi l’inserimento di strutture adibite a fornire cure palliative (come la cannabis per uso medico) e nutrizione clinica, in precedenza non presenti nelle due singole Asl ora unificate

Si è tenuto lo scorso 7 settembre presso Palazzo Lascaris, sede del consiglio regionale piemontese, un incontro importante tra le Commissioni Sanità del Consiglio regionale, presieduta dal consigliere Domenico Ravetti, e della Città di Torino, presieduta dalla consigliera Deborah Montalbano.
Il tema del quale si è dibattuto è stato il piano aziendale dell'Asl Città di Torino, nuovo ente nato il 1 gennaio 2017 dall’accorpamento di due vecchie Asl. Un documento atteso e frutto di una mediazione profonda tra istituzioni, personale medico e sindacati.

Passando ad analizzare quanto contenuto in questo nuovo piano aziendale, spiccano subito diverse novità non da poco. Su tutte, l’unificazione della sanità penitenziaria in una sola struttura complessa; e soprattutto l’inserimento di strutture adibite a fornire cure palliative e nutrizione clinica, visto che in precedenza non erano presenti nelle due singole Asl ora unificate.

Quando si parla di farmaci e cura del dolore cronico si fa inevitabilmente riferimento alla cannabis per uso medico. Questa viene utilizzata come cura palliativa del dolore dovuto a patologie serie quali Sclerosi multipla, Sla, Epilessia, Fibromialgia, lesioni midollari e dolori nei malati oncologici.
In Piemonte risale ad inizio 2016 la delibera che andava a definire gli indirizzi procedurali ed organizzativi per la somministrazione a scopo terapeutico della cannabis; mentre è di dicembre 2016 la decisione di estendere a tutte le farmacie del territorio piemontese la vendita di cannabis ad uso terapeutico.

Quella inserita nel nuovo piano aziendale della Asl Città di Torino è quindi una novità importante in materia di cure palliative. Ma non è l’unica. Si è stabilito anche di dare il via ad una nuova forma di integrazione delle diverse attività per fornire al paziente ulteriori strumenti; come ad esempio l’assistenza territoriale.

È tutto frutto della decisione, presa ormai quasi un anno fa, di istituire un’unica azienda sanitaria ospedaliera sul territorio di Torino da due che erano. Un processo finalizzato a garantire maggiore omogeneità di servizi erogando prestazioni con standard più elevati. 
Un cambiamento avvenuto anche piuttosto rapidamente e che anche per questo ha generato qualche polemica; soprattutto sulla mancata concertazione con gli organi competenti, si pensi alle singole Asl e alla Regione, o all’eccessiva fretta che avrebbe impedito di uniformare le procedure e centralizzare le gestioni.

Quale che sia il punto di vista, l’evento dello scorso 7 settembre ha sancito il definitivo via libera alla nuova Asl Città di Torino con la presentazione del futuro piano aziendale. Una semplificazione che non tutti hanno approvato ma che è ormai una realtà e in nome della quale sono state approvate una serie di novità per i pazienti piemontesi.