CALCIO, SERIE A

Il derby torinese è stato una questione di comunicazione

Sinisa Mihajlovic
Mihajlovic ha accentuato i toni alla vigilia senza ottenere il risultato desiderato, anzi: la Juventus ha vinto nettamente. Anche a dispetto di chi l'accusa come un tempo si faceva con lo slogan "piove governo ladro"

Sbagliare forma comunicativa, in un mondo molto ricettivo, rappresenta oggi il più grande errore gestionale che un bravo manager non dovrebbe mai compiere. Per il secondo anno consecutivo, Sinisa Mihajlovic ha probabilmente scambiato una partita di calcio per un conflitto a fuoco civile in una Torino oramai spogliata dall’ostracismo fra “padroni” e “popolo”, entrambi spogliati di oggi velleità di supremazia da una crisi sempre più insistente.

La Juventus ha vinto, semmai, con il capo mastro Mandzukic, uno che presserebbe anche il magazziniere per farsi ridare il pallone e velocizzare il corso di un banale allenamento.

Il dramma giornalistico odierno è l’ossessione di creare, ad arte, un’attesa contro la #Juventus. Un tempo si diceva “governo ladro”, è il popolo bue plaudiva senza capirne il significato. Oggi, si attacca la Juventus, si cerca di ostacolare un cammino sontuoso che garantirebbe il settimo cerchio del paradiso calcistico nazionale. In un altro Paese si tiferebbe per le gesta di una squadra leggendaria. Nel nostro si ostacola, si aggredisce e si camuffa il senso del dovere con l’invidia sociale.

I quattro posti in Champions League per la nostra serie A sono merito dei bianconeri. Considerare #Agnelli come uno sprovveduto gestore di biglietti da consegnare a tifosi di dubbia onorabilità è l’ennesima beffa di una giustizia sportiva che non rispetta il verdetto di quella penale.

Come la paura del buio, non ve ne libererete mai di questa Juventus. Continuate a dormire con la luce accesa. Il sole che spunta la renderà inutile..

ALVISE CAGNAZZO

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