IL CASO

Tassisti in sciopero contro il Governo e contro Uber

Protesta a Torino per il decreto milleproroghe che ha rinviato di un anno le norme per disciplinare il servizio di noleggio con conducente. I guidatori di taxi in presidio davanti al Comune

TORINO. Come a Roma e a Milano, anche i tassisti di Torino sono in scioperano. Protestano contro il decreto milleproroghe che ha rinviato di un anno le norme per contrastare l'abusivismo e per disciplinare i servizi di noleggio con conducente. Per la categoria è una dichiarazione di guerra: così, dicono, si favoriscono colossi come Uber e i noleggiatori con conducente, di fatto a tutti gli effetti concorrenti dei taxi. Solite questioni.

Da questa mattina quindi i centralini delle due cooperative torinesi sono muti, impossibile prenotare un'auto. E intanto prosegue il presidio davanti al Comune, con la sindaco Appendino che è già andata a testimoniare la vicinanza del Movimento 5 Stelle. La protesta promette di proseguire a oltranza così come le difficoltà per chi avrebbe avuto bisogno di un taxi per spostarsi.

"Con questo incredibile emendamento - dice il consigliere e portavoce nazionale di Federtaxi, Federico Rolando - Parlamento e Governo tentano di aprire una sanatoria ad personam per un gruppo multinazionale. In altre parole, nascondendosi dietro un emendamento che rinvia a pressoché sconosciuti decreti legge e al solo scopo di consentire un'attività oggi illegittima, si arriva a sospendere addirittura l'efficacia di leggi vigenti, ma senza avere il coraggio di abrogarle".