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Mensa scuola, sempre di più i pagamenti in ritardo

Mensa scolastica, sempre di più quelli che non riescono a pagare
I numeri del Comune: mille inadempienti in più rispetto a un anno fa, un aumento pari a quasi il 9 per cento. Fenomeno che fa riflettere

TORINO. Magari qualcuno farà pure finta di nulla, ma sono tanti, anzi sempre di più, quelli che non riescono a pagare puntualmente le rette per a mensa scolastica.

A Torino - come osserva Repubblica - sono in aumento le famiglie che non versano le quote degli asili o della mensa. Se nell’anno scolastico 2014-15 il Comune aveva contato 10.258 casi di morosità, durante lo scorso anno il numero è salito a quota 11.151. Sono circa 900 inadempienti in più, un aumento dell’8,7%. Da un anno all’altro diminuito anche il denaro che finisce nelle casse comunali: due anni fa anche a causa dei morosi mancavano 5,5 milioni, che lo scorso anno sono diventati quasi 6,5.

Questo indicano i numeri dell’assessorato ai Servizi educativi, guidato da Federica Patti. A non pagare è il 15 per cento circa di chi usufruisce dei servizi offerti dal Comune. La Città riesce comunque a recuperare due terzi del denaro non versato (anche se per farlo ci vuole tempo) e così riduce al 5 per cento circa la quantità di risorse che vengono a mancare.

In fondo, il Comune ha un sistema piuttosto rigoroso: con il borsellino elettronico (introdotto a settembre 2013) chi è in “rosso” a inizio anno scolastico riceve un primo avviso che, se rimane inascoltato, diventa nel tempo un’ingiunzione di pagamento da parte della Soris, la società cui è affidato il servizio di riscossione. Di ritardo in ritardo si arriva fino a misure più estreme, come i fermi amministrativi delle auto e il pignoramento del quinto dello stipendio. Tutto questo per un servizio essenziale come la mensa scolastica dei bimbi. ma se c'è sempre più gente che non riesce a pagare - osserviamo noi di TorinoCq24 - un motivo ci dovrà pur essere.

Il Comune non esclude modifiche in futuro: "Farò una riflessione - dice Patti - su come rivalersi sugli adulti che non pagano, senza però che ci sia alcun tipo di ripercussione sui bambini", spiega l’esponente della giunta. Milano ha appena varato un nuovo metodo: il Comune darà da mangiare ai figli degli inadempienti ma li escluderà da altri servizi, come l’Estate ragazzi o il doposcuola. Altre città piemontesi sono invece molto più dure. A Novara "la morosità persistente verrà perseguita coattivamente e comporterà anche l’esclusione dal servizio", come si legge nei moduli per accedere alla mensa. Stesso atteggiamento a Trofarello, nel Torinese, dove il Comune ha informatizzato le iscrizioni bloccando però quelle di chi ha un saldo negativo rispetto all’anno precedente. A Torino non accadrà nulla di simile, assicura Federica Patti: "Per quanto ci riguarda, i bambini vanno tutelati sempre e comunque". E magari, ai livelli più alti, qualche riflessione sarà necessaria anche sulla cifra richiesta per il servizio e sulla qualità dello stesso.

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